Assistiamo, in questi anni, a diversi fenomeni che possono sembrare slegati e come tali vengono affrontati: conflitti a sfondo religioso fra laici ed ecclesiastici (diritti civili) e fra religioni diverse (sunniti, sciiti, talebani, ecc.), crisi della politica, crisi dell’università e della scuola. Non ultima, la crisi della famiglia.

Per capire questi fenomeni, è urgente comprendere che sono intrecciati fra loro, bisogna ricorrere a strumenti in grado di leggere la realtà a partire dalla conoscenza del passato, fare nostro uno sguardo laico, non accontentarci di risposte semplici.
E non aver paura delle risposte complesse.

Prendiamo la questione della famiglia. Si tratta di un argomento di cui mi occupo da sempre, del rapporto fra la famiglia come concetto simbolico-astratto della religione e la famiglia reale (in tutte le sue forme). Ebbene, è pressoché impossibile penetrare questo legame senza preoccuparsi di come ha funzionato e funziona nel nostro contesto la religione. La figura del padre è la stessa per cattolici e protestanti? Per i primi il padre per eccellenza è il santo padre, uomo celibe e senza figli, per i protestanti il padre è un uomo sposato con figli. La famiglia sarà quindi la stessa cosa per gli uni e per gli altri? La domanda non è banale e da qui alla politica il salto è breve perché quest’ultima sarà influenzata dalla diversità delle famiglie e dall’organizzazione che la società si dà.

La crisi della politica è generalizzata, ma non dipenderà dal fatto che i cittadini non hanno gli strumenti per valutarne l’azione? Può darsi che i motivi alla base di questa difficoltà vadano ricercati in una distanza sempre più ampia fra cittadini e studiosi che non condividono in un dibattito pubblico i risultati del proprio lavoro e delle scienze sociali? E la crisi dell’università e della scuola, e al suo interno la crisi degli studi umanistici, non sono il frutto di un tentativo di ridurre tutto a un unico modello con grave pregiudizio delle capacità di capire e affrontare i problemi?

In altre parole, qual è la responsabilità degli scienziati sociali? Per quanto mi riguarda, credo che dovrebbero aiutare i cittadini a farsi le domande giuste e a porle alle istituzioni e alla politica.

Per questo esiste questo sito, per offrire uno spazio di confronto e farci assieme le domande giuste.