Proudhon and his children, by Gustave Courbet, 1865

Uscirà a fine settembre il mio prossimo saggio, Apologie du père. Lo stampa la casa editrice Éditions Mimésis, in francese. Ecco di cosa tratterà.

I padri, le madri, il tempo umano e quello simbolico

Intorno a figure familiari come padre e madre ruotano luoghi comuni carichi d’implicazioni psicologiche e politiche. Il libro s’interroga sull’esclusione che l’immaginario cristiano riserva al padre terreno, una esclusione sempre più marcata dal medioevo fino ad oggi. L’ipotesi è che il simbolico cambia considerevolmente nel corso del tempo mentre rimane stabile la natura “materna” del potere come dominio. Da Sofocle a Freud lo scenario manda il messaggio di un crescente disagio per l’assenza del padre e lo strapotere della madre. Alle donne e al femminismo nella contemporaneità spetta il compito di ripensare e ridimensionare la figura materna, in modo da restituirle il marito e liberare così Edipo da Giocasta, il figlio dalla Madre, lo Stato dalla Chiesa.

Il testo si sviluppa come una partita a scacchi dove i personaggi, come pedine, si muovono secondo ritmi predefiniti loro propri. La madre simbolica avanza con il passo lungo della storia, la madre reale col passo breve di una vita umana, il pensiero delle donne cammina in trasversale, mentre quello degli uomini si sposta al centro. Gli stessi personaggi, padri, madri, mariti, mogli, figli, figlie se sono dentro il simbolico procedono con la lentezza dei secoli, senza saltare nessuna casella, mentre se padri, madri, mariti, mogli, figli e figlie sono dentro la realtà sintetizzano in poche mosse tutto il percorso. La dimensione politica si piazza negli incroci, blocca o fa passare, ora gli uni ora gli altri.

La riflessione che propongo è aperta a ogni lettore e lettrice, a portata di tutti ma, allo stesso tempo, è un invito duplice, fatto alle donne e agli uomini in modo diverso.
I lettori e le lettrici possono, se lo desiderano, prendere parte al gioco dal momento che ben conoscono le pedine in questione e la lettura si può convertire in una partita che ognuno e ognuna giocherà a modo suo.
Per i lettori, vuole essere uno strumento che li aiuti a ripensare il rapporto col loro padre e con il padre che sono (o vorranno essere).
Alle lettrici, da una prospettiva femminista, marcatamente controcorrente, propone di rivalutare il padre come rilevante alleato contro il rapporto fusionale distruttivo madre-figlio: un compito insieme personale e politico.

Perché in francese

Il libro è in francese per esplicita richiesta dell’editore che lamenta la scarsa redditività dei saggi in italiano. Inoltre questo libro è in francese anziché in inglese perché deve molto ad autori e autrici francesi ed è pensato per un pubblico che abbia una certa dimestichezza con l’immaginario cattolico.

[Immagine in evidenza: Proudhon and his children, di Gustave Courbet, 1865]